Aquilea 22 settembre 1944 - la battaglia del Castellaccio - liberi dai tedeschi

Pagina 6 di 6: liberi dai tedeschi

Il paese di Aquilea e la Brancoleria si trovarono così liberi dalle truppe tedesche, ma sempre sotto il tiro dell’artiglieria tedesca che per l’intera giornata del 24 sparò in continuazione verso il fronte americano. Anche il semovente che si trovava sulla via Lodovica, riparato sotto i “fori” di Sesto, si spostò verso nord, scaricando i suoi ultimi colpi in direzione di Vinchiana, mentre alle sue spalle i genieri della Wermacht facevano saltare il “foro” alle Penne e il ponte della ferrovia.

Il perché di tutto questo precipitoso ritiro tedesco è da ricercarsi negli ultimi movimenti degli Alleati. Gli americani, giungendo dalla Valfreddana si erano attestati sul torrente Pedogna, mentre da levante, attraverso il territorio Pesciatino e le Piastre minacciavano di rovesciarsi sulla Valdilima chiudendo così le formazioni tedesche in una morsa, dalla quale non sarebbero potuti uscire.

Una cosa però turbò il sonno degli abitanti delle zone appena sgombrate dalla Wermacht, e che grazie a Dio non ebbe a verificarsi, fu la ventilata ipotesi che le truppe tedesche, due giorni dopo il ritiro, visto che le forze americane e inglesi non avevano ancora occupato le zone abbandonate, avessero preso in considerazione il fatto di ritornare sui propri passi rioccupando le vecchie posizioni. La cosa fortunatamente non si verificò a causa delle difficoltà logistiche e tattiche, non ultima quella di dover raccogliere di nuovo tutte le truppe in avanzata fase di ritiro e riconvergerle sulle vecchie posizioni. Oltretutto in luoghi che in fase di ritirata erano stati fortemente danneggiati: avevano fatto saltare in aria ponti, strade e obiettivi sensibili, quindi il riposizionamento poteva esse fatto, a prezzo di enormi difficoltà, solo da truppe di terra che non potevano essere supportate da artiglieria ne da mezzi corazzati.

 

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