Aquilea 22 settembre 1944 - la battaglia del Castellaccio - il Castellaccio

Pagina 3 di 6: il Castellaccio

castellaccio intorno agli anni 50

Il fianco della chiesa, riparato dal terrapieno, consentiva di accedere, in tutta tranquillità e sicurezza, al terminale della teleferica che dalla sottostante località de “le Pianacce”, portava su, al presidio, pasti, munizioni, materiale, benzina per il funzionamento del motore della teleferica stessa e dei generatori di corrente oltre che ai compressori necessari per i lavori di scavo.

Il presidio era armato con armi individuali leggere, mitragliatrici MG e forse mortai da trincea del tipo “granatenwerfer 34”, forse aveva una mitragliatrice: niente cannoni, né mortai. Due o tre bunker scavati nella roccia della parete a strapiombo sul Serchio, oltre ad una serie di trincee, piazzole per mitragliatrici o mortai, oltre che alle solite fox holes o tane di volpe, buche per riparo dei fucilieri che andavano dal Castellaccio, lungo il crinale, verso il colle di Domazzano, formavano la linea difensiva della fortezza del Castellaccio. Il contingente tedesco stanziato alla postazione era di circa sedici elementi e su questi si accanì per giorni l’artiglieria alleata che era schierata nella piana tra Capannoni e Lucca, con le punte avanzate nella zona di Marlia. Come detto questo avamposto veniva rifornito con la teleferica a motore che faceva base alle Pianacce, circa duecento metri più in basso aldilà del Serchio. La cucina che riforniva di viveri questo presidio ( e anche tutti gli altri della Brancolerai ) era in località Frantoio del Piaggione: la sera venivano caricati tutti i viveri su di un carretto e con quello, il più delle volte trainato da un civile, si andava a le Pianacce e da lì, tramite la teleferica si mandava tutto su al Castellaccio. Una volta fu preso per trainare il carretto dei viveri Giovannino di Giulio Carli, un’altra volta Settimo di Serra (loc. sopra il Piaggione, verso Brancoli). Questi fu preso in Campori mentre usciva di casa per andare ad ascoltare la S. Messa. Era un servizio che ognuno faceva di malavoglia, però era positivo che scaricato il carretto a le Pianacce e dopo averlo riportato al Frantoio si era liberi e nessuno ti diceva niente.

22 settembre 1943
Pagina

Aquilea

  • Visite: 21181

2019 - LeonardoUno.net
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.