Aquilea 22 settembre 1944 - la battaglia del Castellaccio - Linea Gotica

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Inizialmente i tedeschi fortificarono solo la zona del Pittone, ma così facendo si resero conto che si veniva a creare un corridoio libero tra Montecatino, Mastiano e Gugliano e la zona della Brancoleria, e quindi successivamente cominciarono a fortificare il Castellaccio di Aquilea, costruendo piazzole e gallerie fino quasi a Sesto, che comunque non finirono per mancanza di tempo. infatti se gli Alleati si fossero infilati in questo corridoio, non avrebbero avuto difficoltà ad inchiodare i reparti operanti nella zona Piaggiane – Pittone – costa sud della Brancoleria anche perché rimanevano abbastanza più bassi del Castellaccio stesso e quindi facilmente colpibili.

Come racconta nel suo diario Giacomo Benedetti delle Selve, un generale tedesco (forse Kesserling) durante una sua visita a quelle fortificazioni che rappresentavano la punta avanzata della Linea Gotica, ebbe a dichiarare che il caposaldo del Castellaccio rivestiva un’importanza superiore a quella del Pittone, trovandosi più in alto ed in posizione atta a dominare gran parte della linea del fronte. 

Sul precipizio delle Penne vennero realizzati dei camminamenti che portavano a due bunker, mai terminati, uno nelle vicinanze della Chiesa romanica e l’altro, oggi franato, un po’ più a nord, verso il monte dell’Elto. Sul piazzale antistante la chiesa, già protetto da un muretto in pietra e un terrapieno alto, fu scavato un rifugio che, ricoperto con travi in legno, cannicci, terra ed erba, era un vero e proprio bunker sicuro e quasi invisibile ai mezzi di avvistamento dell’epoca, nascondeva i movimenti degli uomini del presidio e servì da ricovero durante i pesanti cannoneggiamenti.

il Castellaccio
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Aquilea

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