Valle del Sestaione

Scritto da Leonardo Di Sacco il .

Domenica torrida d'estate, mio figlio è ancora piccolo ma si diverte in montagna al fresco, allora decido con mia moglie di fare un piccolo viaggio.
Erano molti anni che non tornavo più a Pian di Novello, l'occasione è quella di ritrovare vecchi amici del posto, un cafè, e un giro a piedi. Andiamo nella Valle del Sestaione, una delle più belle della zona. Pensavo già che se la "gabbiovia" era aperta potevo portarci Federico, come mio padre e mia madre fecero con me. Da lì arriviamo facilmente a Campolino, al Lago Nero o sul Tre Potenze. Prima di arrivare mi immaginavo già il posto dove ai bordi di un grande pargheggio iniziavano le due gabinovie una delle quali andava proprio a Campolino. Dico andava perchè quando arrivo non le trovo. Guardo bene quasi fossi cecato, ma in realtà non ci sono, nemmeno il cemento dei casottini, o le pedane di partenza, nemmeno un pilone.
Voi direte che bello! la natura è ancora più incontaminata. Sono d'accordo, ma io ero molto legato a quella gabinovia che portava a Campolino. Mio padre e mia madre mi ci hanno fatto salire che avevo due o tre anni, e rappresentavano per me un qualcosa di colossale, indistruttibile, che il tempo non avrebbe mai cambiato. Rappresentavano ricordi delle mie vacanze in montagna con mamma e papà e poi con mio fratello più piccolo. Erano un pezzo della mia memoria. Ed ora non ci sono più. Il bosco ha quasi ripreso possesso della via ed a me è rimasto solo il rumore nei ricordi della gabbia che attraversa i piloni ballettando, della corsa per entrarvi dentro e chiudere lo sportello dietro, del vento che sentivi tra i capelli quando passavi sui costoni di roccia del monte. Ci vedo ancora mio padre con il cesto dei funghi e lo zaino grigio marrone militare. Mia madre che mi dice di non sporgermi troppo e che bello arrivare lassù dove il bosco è finito e i mirtilli sono ovunque. Ricordi di un bambino. E pensare che camminando lungo il sentiero mi sembra ancora di sentire. Il luogo ora è ancora più incontamitano, è meraviglioso, ma a me manca quella "gabbiovia" o forse mancano quei momenti.